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Guida all’uso di Alcohol 120%.
01-08-2010, 02:59 PM, (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 02-08-2016, 02:48 PM {2} da Anco1993.)
#1
Guida all’uso di Alcohol 120%.
I CD sono supporti leggeri, poco ingombranti, versatili (su un disco possono esserci canzoni, film, programmi,giochi) e sempre più capienti di generazione in generazione. Questi tipi di dischi sono però poco resistenti all’usura. Non sono supporti delicatissimi, anzi: sono in grado di sopportare anche qualche graffio, ma con il tempo e l’uso costante tendono a rovinarsi, e tutto d’un tratto il lettore fa più fatica a leggerli. Visto che giochi e programmi non sono regalati, bisogna trovare un metodo per proteggere l’investimento fatto.



Il rimedio più semplice è quello di farsi una o due copie di ciascun disco che si acquista e utilizzare le copie al posto dei dischi originali. Così si evita lo stress dell’uso, molto marcato nel caso dei videogiochi, dove è spesso richiesta l’inserimento del CD originale che rimarrà a frullare ore e ore durante le sessioni di gioco. Con una copia masterizzata si può sempre stare tranquilli, perché anche se il disco smette di funzionare, l’originale è comunque salvo e basterà farne un’altra copia. Alcohol 120% è un programma che può essere d’aiuto in tutti i casi in cui si deve creare o utilizzare la copia di un CD o DVD. Purtroppo, però, non sempre è così semplice fare la copia di un CD: da anni le software house inseriscono nei loro dischi dei sistemi di protezione fisici e logici che rendono impossibile (o quantomeno molto difficile) crearne delle copie funzionanti. La copia di backup, ricordiamo, è un diritto degli utenti. I metodi di protezione di CD e DVD sono diversi, e per la maggior parte basati su informazioni non ricavabili dal semplice file system del disco. La protezione, di solito, non è un file, un codice seriale o un qualunque elemento che si possa vedere esplorando il disco direttamente da Windows. I sistemi di protezione sono informazioni nascoste, a volte scritte nei subchannel (dati aggiuntivi che trovano posto in via non troppo ortodossa sul disco), a volte residenti in zone particolari del disco (come l’anello di dati più interno,una posizione determinata in fase di stampa e difficilmente riproducibile con la semplice copia del disco), a volte ancora di natura completamente diversa, sotto forma di piccoli marchi disposti sulla superficie del CD. Comunque siano applicate, le protezioni riescono nel loro scopo, ossia impedire la copia di CD, DVD e software. con Alcohol 120%, però, se utilizzato nel modo “giusto”, può superare le protezioni. Non scenderemo nel dettaglio per descrivervi un’azione che è illecita dal punto di vista amministrativo e, in alcuni casi, anche penale: tuttavia è curioso capire come agisce Alcohol 120%. Al momento della copia di un disco, il programma tenta di riprodurre le protezioni presenti, leggendo le eventuali informazioni aggiuntive presenti nei subchannel. È da notare che non tutti i formati di file immagine prevedono il salvataggio dei dati dei subchannel (in particolare, non lo prevede il formato standard ISO). Il tipo di copia possibile con Alcohol 120% e con programmi simili prende il nome di “copia 1:1”, a indicare che si tratta di un tipo di copia del tutto speculare rispetto l’originale. Per le protezioni non riproducibili, quelle di fronte alle quali anche un professionista della copia rischia di arrendersi, esiste il sistema dell’“emulazione”: in pratica Alcohol 120% inganna il programma protetto e l’intero sistema operativo, fornendo ai sistemi anti-copia tutti i dati che vogliono vedere, esattamente come se si trovassero davvero sul disco che si sta usando. Elenchiamo alcune delle più diffuse tecnologie di protezione:

SafeDisc: Tecnologia di protezione di cui sono uscite diverse versioni nel tempo, basata sull’utilizzo di un particolare driver (un piccolo software di riconoscimento e gestione) da installare sul PC. Si tratta di un metodo di protezione discusso, che apre il fianco a possibili utilizzi maligni, e per questo è stato praticamente disconosciuto da Microsoft.
SecuROM: Tecnologia sviluppata da Sony, che impedisce la creazione di copie 1:1 dei dischi installando un driver proprietario sul PC; attualmente non può essere riprodotta su CD registrabili, ma può essere aggirata da driver particolari. È una tecnologia un po’ invasiva, che in alcune circostanze ha comportamenti più simili a un virus che a un programma che abbia a cuore la sicurezza dei programmi e del PC.
LaserLock: Una tecnica che mischia diversi stratagemmi per impedire la copia di un disco: file contenenti errori (che mandano in crash il software di masterizzazione nel tentativo di scrivere i settori incriminati), cifratura di parte dei contenuti e l’utilizzo di un particolare ologramma stampigliato sulla superficie del CD.
CD-Cops: Una protezione non basata sulla presenza (più o meno nascosta) di determinate informazioni sul disco ottico bensì sulla sua struttura fisica, sulla posizione di determinati dati e sui dettagli della struttura delle informazioni. Non è particolarmente diffuso nel mercato dei giochi.
Starforce: Metodo basato sulla cifratura degli eseguibili protetti e sulla loro interpretazione all’interno di una macchina virtuale, attraverso il sistema di installazione di un driver proprietario.
Extended Copy Protection: Tipo di protezione particolare, impiegato da Sony per la protezione di alcuni CD musicali. Anche in questo caso, le polemiche suscitate sono state numerose: il tool di protezione si comporta come un rootkit, un programma (nel 99% dei casi di tipo maligno) eseguito dall’utente e che sfrutta le debolezze del sistema operativo per eseguire processi con privilegi di amministratore.

Nel tempo sono nati diversi formati di file immagine, concettualmente simili tra loro ma ciascuno con le sue peculiarità.Alcuni di questi formati si sono affermati come standard universalmente riconosciuti, altri un po’meno.Vediamo una rapida carrellata dei principati tipi di file immagine, tutti peraltro gestiti senza problemi da Alcohol 120%.
ISO: Lo standard di fatto, supportato da tutti i programmi di masterizzazione e molto diffuso su Internet (formato ufficiale con cui si distribuiscono ad esempio i sistemi operativi su Web)
CUE / BIN: Un altro formato molto diffuso, quasi un secondo standard, in cui per aprire masterizzare un’immagine sono necessari due file: uno contenente i dati veri e propri (il file BIN) e uno in cui è indicata la struttura delle tracce del disco (il file CUE). È utilizzato in particolar modo per la copia dei CD musicali, con il file CUE che si può utilizzare per memorizzare tutti i dati relativi al brano, all’autore e all’interprete di ciascuna traccia.
MDF / MDS: Il formati nativi di Alcohol 120%. Contengono rispettivamente i dati da scrivere e le informazioni di supporto alla masterizzazione. A differenza dei file ISO e dei file CUE / BIN, i file MDF / MDS offrono pieno supporto alla memorizzazione dei subchannel, tanto importanti nell’industria della protezione dei dischi.
CCD, BWT, CDI, NRG, PDI: Formati proprietari rispettivamente di CloneCD, BlindRead, DiscJuggler, Nero Burning ROM e Pinnacle InstantCopy, tutti software in grado di creare immagini di CD e DVD. Tutti e quattro i formati sono analoghi al tipo di file ISO, con qualche ovvia variante, e vengono letti senza problemi da Alcohol 120%; inoltre i file di tipo CCD possono essere anche creati direttamente dall’interfaccia di Alcohol 120%.
CONFIGURAZIONE DELLE OPZIONI [AGGIRARE LE PROTEZIONI]


1).[Immagine: 1.jpg]
Dal riquadro Opzioni, sulla sinistra, fate clic sulla prima voce, Generali, quindi nella finestra che si apre spostatevi alla scheda Lettura. La prima voce dovrebbe rimanere sempre selezionata, perché abilita il controllo dell’integrità dei dati. Le impostazioni della Scansione avanzata dei settori riguardano le protezioni che fanno uso di finti errori sul disco originale è possibile indicare quale sia la soglia oltre la quale il programma deve capire di essere di fronte a errori fasulli.

2).[Immagine: 2.jpg]
Le altre opzioni riguardanti la lettura sono inerenti il DPM (lo studio della posizione precisa dei dati su disco) e l’abilitazione dell’EWSS, una scansione più accurata dei settori durante la lettura. Quest’ultima opzione andrebbe attivata solo se si nota che il lettore sta facendo fatica a leggere il disco, magari anche solo perché l’originale comincia a mostrare i segni del tempo.

3).[Immagine: 3.jpg]
Altre finestre di una certa importanza, per quanto riguarda il buon funzionamento del programma, sono quelle della categoria Emulazione. Nella prima schermata, le voci da tenere sotto controllo sono Ignora tipo di disco e Emulazione RMPS.

4).[Immagine: 4.jpg]
La sezione Protezioni permette di attivare tre altri tipi di emulazione: l’emulazione dei settori danneggiati, l’emulazione dei sottocanali e l’emulazione LaserLock. Queste opzioni vanno attivate nel momento in cui si cerca di utilizzare copie “non perfette” (quindi in cui i meccanismi di protezione non sono stati ricreati) di dischi contenenti rispettivamente le librerie di controllo SafeDisc, SecuROM e LaserLock.

5).[Immagine: 5.jpg]
Per concludere, anche se non si tratta propriamente di una delle possibili configurazioni di Alcohol 120%, vi mostriamo un’altra delle possibilità del programma: quella di condividere in rete i lettori CD virtuali. Al momento dell’installazione, è possibile selezionare tra i componenti del programma un elemento chiamato Server iSCSI, che ha proprio lo scopo di attivare tale funzione. Per condividere un’unità virtuale, dalla finestra principale di Alcohol dovete fare clic con il tasto destro sull’icona del lettore, e selezionare la voce Condivisione.

6).[Immagine: 6.jpg]
Nella finestrella che si apre bisogna selezionare l’unità da condividere. L’elenco sarà probabilmente composto da due unità, una reale e una simulata da Alcohol. Fatto clic sul pulsante Aggiungi, non resta che indicare il nome della periferica, così come sarà vista dagli altri computer della rete, e alcune semplici opzioni: se abilitare lettura e scrittura e il numero massimo di utenti che potranno accedere contemporaneamente alla risorsa. Basta premere OK e il gioco è fatto.

7).[Immagine: 7.jpg]
Gli altri computer della rete, per poter utilizzare il lettore appena condiviso, devono installare un piccolo componente fornito direttamente da Microsoft: iSCSI Software Initiator, scaricabile da quì. (già integrato in windows vista).

8).[Immagine: 8.jpg]
Microsoft iSCSI consente il collegamento di un host Windows ad un altro, di memoria array iSCSI utilizzando Ethernet NIC. Microsoft iSCSI può essere installato su Windows Server 2003, Windows XP, Windows 2000, Vista e Windows Server 2008.



CREARE E MONTARE UN IMMAGINE ISO

1).[Immagine: 9.jpg]
Se lanciate Alcohol 120% per la prima volta, la finestra che vi si presenta sarà praticamente vuota. Fate clic sull’etichetta di testo “Crea Immagine”, nella colonna sinistra della finestra. Questo comando permette di trasferire il contenuto di un CD o un DVD all’interno di un unico file. In Windows Vista vi ricordiamo di avviare (attraverso il tasto destro) Alcohol 120% come utente Administrator, o alcune delle funzioni del programma vi saranno precluse.

2).[Immagine: 10.jpg]
La finestra che si apre mostra il contenuto del lettore CD o DVD installato nel vostro sistema. In questo caso si tratta di un CD-ROM chiamato “Silver CD1”, piuttosto zeppo di dati. Nella zona inferiore, le cinque opzioni che vengono presentate sono tra le più importanti funzioni: la possibilità di leggere i sottocanali (subchannel), la misurazione precisa della posizione dei dati sul disco (DPM) e la possibilità di passare oltre eventuali errori di lettura che possono presentarsi anche a grossi blocchi.

3).[Immagine: 11.jpg]
Scegliete il tipo di file che intendete creare. Il formato migliore è il cosiddetto Standard ISO: praticamente tutti i programmi di masterizzazione lo supportano. Se nella finestra precedente avete chiesto al programma di leggere i sottocanali, questo formato non sarà però disponibile (lo standard ISO non prevede l’inserimento dei sottocanali nel file immagine), quindi dovrete “ripiegare” su un altro formato, per esempio il formato MDF, quello predefinito di Alcohol 120%.

4).[Immagine: 12.jpg]
Terminata la fase del “vostro” lavoro, è ora che Alcohol 120% faccia il suo. Fate clic sul pulsante Avanti e attendete con pazienza che la barra di completamento della lettura arrivi fino alla fine. Terminata la creazione dell’immagine, basta fare clic con il tasto destro del mouse sull’icona del lettore virtuale di Alcohol, selezionare il comando Monta Immagine e scegliere il file appena creato. Il vostro CD virtuale è già visibile da Windows, e con un po’ di fortuna è già pronto a funzionare senza intoppi.



Fonte: chicchedicala
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[Immagine: r0yz3p.jpg]


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